Cerchiamo di scegliere sempre la strada più semplice

Sarà capitato a tutti, almeno una volta, di percorrere una strada stretta e tortuosa. Durante il percorso spesso abbiamo paura e attendiamo con ansia la fine di quella strada per poi percorrerne un’altra, decisamente più comoda e con meno avversità della precedente. Credo che la stessa sensazione si abbia durante la costruzione di un qualsiasi rapporto umano. Ci poniamo mille domande, ci chiediamo se il rapporto funzionerà o se sarà soltanto un’illusione. Temiamo le incomprensioni, gli equivoci e vediamo ciò che stiamo costruendo, soltanto sotto un aspetto negativo. Sono convinto che, almeno per i rapporti umani, quella strada tortuosa si può e si deve evitare e lo si può fare soltanto abbattendo il muro della diffidenza. A tutti deve essere data la possibilità di affermarsi nel nostro cuore, senza precluderci nulla e nessuno. Anche la persona incontrata per caso si può rivelare fondamentale per la vita di ognuno di noi. La strada più semplice è quindi aprire le porte del cuore a chiunque desideri entrarci, con il sorriso e senza nessun tipo di sospetto negativo. Non mi stancherò mai di ripetere che la diffidenza è un cancro da combattere a tutti i costi e senza nessuna pietà.

Una nuova vittoria per la vita

Torno sul blog dopo diversi mesi di silenzio, nel giorno in cui le mie mani hanno riacquistato la voglia di scrivere. Quel giorno che mancava da tanto, forse troppo tempo, ma che per mia fortuna si è nuovamente ripresentato. Torno e lo faccio per una ragione ben precisa: celebrare la vita per l’ennesima volta. L’avvenuta liberazione di Vanessa e Greta, le due volontarie italiane rapite in Siria circa sei mesi fa, rappresenta una grande vittoria per il nostro paese, ma soprattutto è una vittoria per la vita umana. Ora bisognerebbe solo mettere a tacere tutto, comprese le polemiche sul presunto pagamento del riscatto. La cosa importante è che le due ragazze si riprendano ciò che era stato loro tolto in questi sei mesi d’inferno e che il sorriso cancelli il loro sguardo ancora ferito. Voglio ribadirlo di nuovo: la vita umana non ha nessun prezzo e le reazioni dal mondo politico insieme alle varie interrogazioni parlamentari sull’argomento, ci interessano ben poco. Proviamo invece a pensare a Vanessa e Greta tra le braccia delle persone a loro care, che magari tramite un pianto liberatorio, stanno riassaporando quell’affetto che credevano forse di aver perso per sempre.

Un regalo meraviglioso

Credo che sia il caso di fermarci un po’ e lasciare che gli occhi e il cuore guardino un po’ più lontano. Distacchiamoci da noi stessi, almeno per un attimo e facciamo un regalo a chi ci sta vicino. Facciamo loro il regalo più bello, quello che dovremmo fare più spesso e che non è l’ultimo modello del cellulare o una nuova auto fiammante. Regaliamo a chi amiamo davvero il nodtro tempo, che erroneamente tendiamo a tenere solo per noi. Viviamo purtroppo una vita frenetica e spesso non ci accorgiamo che ci sta accanto, potrebbe avere bisogno di noi. Doniamo il nostro tempo prima che sia troppo tardi e gli eventi esterni ce lo impediscano. Non facciamoci ingannare dal sorriso che una persona ha sulle labbra, perchè il vero sorriso, è quello degli occhi. Doniamo il nostro tempo, perchè in cambio riceveremo soltanto sorrisi.

Silenzio, parla il cuore

Questo post si propone come un accorato appello per tutti. Si tende a parlare troppo con il solo uso della bocca senza pensare al cuore. Spesso la nostra bocca dice delle cose che non penseremmo nemmeno lontanamente, talvolta in maniera superficiale e distruttiva, specie nei confronti delle persone che ci stanno accanto. Il cuore invece, agisce sempre in maniera diversa. Quando ci parla, lo fa tenendo conto dei nostri veri sentimenti, delle nostre vere emozioni, senza provocare inutili ferite a chi ci sta di fronte. Sarebbe opportuno, secondo il mio modesto parere, lasciar parlare più spesso il nostro cuore e mettere a tacere il potere distruttivo della bocca. Con il cuore si riescono spesso a trovare soluzioni a problemi che sembrano insormontabili, accontentando anche le persone più esigenti. Ribadisco quindi: lasciamo che sia il cuore a parlare, ascoltiamolo con attenzione e evitiamo il più possibile, le dolorose ferite che la nostra bocca può causare.

Quando il cyberbullo è l’onorevole Gasparri

Proprio ieri accennavo a all’inutilità della nostra classe politica e all’egoismo dei nostri cari onorevoli. Oggi ho fatto una scoperta che ha davvero dell’orrendo. Il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri, ha pubblicamente offeso, su Twitter, una ragazzina di soli tredici anni, ironizzando sul suo peso. Confesso che in questo momento, trovo delle enormi difficoltà nel commentare questa vicenda. La ragazza inoltre, intervistata da Nadia Toffa, della trasmissione “Le Iene”, è stata già in passato protagonista di episodi di bullismo all’interno della sua classe. Quello dell’onorevole Gasparri, è stato un vero e proprio insulto ed è raccapricciante il fatto che esso sia stato rivolto ad una giovane ragazza che fa già molta fatica ad accettare il suo status di obesa. Ecco a cosa sono ridotti i nostri politici, adesso insultano anche le persone sui social network: davvero orribile. Posso solo augurarmi che che Maurizio Gasparri riveda la sua posizione, riguardo a questa vicenda, anche perchè se i nostri politici, cominciano a dimostrarsi così spregevoli, anche dal punto di vista umano, vuol dire che siamo davvero messi male.

Questa nazione non mi appartiene

Oggi, voglio utilizzare questo blog per un libero sfogo e per rivendicare la non appartenenza a questa nazione chiamata Italia. Mi dispiace davvero tanto, ma devo constatare che nel nostro bel paese ci sono troppe cose che non vanno per il verso giusto. Potrei partire dalla classe politica, composta da persone che non hanno alcun interesse, se non quello di arricchire i propri portafogli ed inventarsi improbabili leggi volte a favorire i loro illeciti. C’è poi la vicenda parentopoli: credo che tutti, almeno una volta, ne abbiano sentito parlare. Professionisti di ogni genere che tendono a facilitare l’ingresso dei loro congiunti, negli enti pubblici; senza pensare che in giro, ci sono persone altrettanto valide, se non addirittura più valide dei cosiddetti “Figli di papà”. Potrei descrivere milioni di situazioni, ma sono sicuro che mille blog non basterebbero. Questo è solo un piccolissimo profilo, tracciato dal signor nessuno, di un paese che sta andando a rotoli. Un paese di furbi e ladri che come se non bastasse, vengono anche tutelati dalla legge. Non sorprendiamoci se i giovani italiani sono sempre più propensi ad emigrare all’estero per un futuro migliore: qui in Italia, il futuro al momento non esiste e se non ci si darà da fare per costruirlo, probabilmente non esisterà mai.

Ancora un caso di femminicidio

Devo purtroppo commentare, l’ennesima brutalità compiuta nei confronti di una donna, del resto in questo blog, mi sono sempre fatto portavoce di questa terribile problematica. Un uomo quarantaduenne, ha strangolato a morte la sua convivente coetanea. Questa volta il fattaccio è avvenuto a Milano e come se non bastasse, il protagonista della vicenda, era già stato fermato in precedenza, per aver aggredito la sua compagna. Ci troviamo di fronte all’ennesimo caso di amore e morte, anche se chiamarlo amore sarebbe un’offesa a questo bellissimo sentimento. Si diceva che tra i due ci fossero delle frequenti liti,  talvolta molto turbolente. Sono convinto che qualsiasi forma di incomprensione, vada risolta in ben altro modo, magari cercando insieme una giusta soluzione a tutti i problemi. Ribadisco per l’ennesima volta: un uomo che usa la violenza, come mezzo per far prevalere le proprie ragioni, non è da considerarsi uomo. Credo che tutti noi, avremmo davvero bisogno di una bella lezione, sulla maniera con cui dovremmo relazionarci con il gentil sesso. Un abbraccio e una carezza in più non costerebbero nulla e rappresenterebbero l’antidoto migliore, per sconfiggere questi due enormi mali, che rispondono al nome di violenza e femminicidio.

Facciamo della nostra vita un’opportunità

Capita a molti, specie  in questo periodo storico, in cui la crisi ci sta rubando tutto ciò che abbiamo, di vivere attimo per attimo senza programmare nulla. Spesso siamo sfiduciati, perchè non vediamo un futuro roseo per la vita che verrà. Siamo quindi alla ricerca di un’opportunità, quella che potrebbe magari rivoluzionare in positivo la nostra esistenza. La si cerca ovunque: nel lavoro, in amore e viviamo quasi esclusivamente, dedicandoci a questa estenuante ricerca. Secondo il mio parere, l’opportunità che cerchiamo, è perennemente presente nella nostra vita. Tutto dipende dalla nostra tenacia, dalla nostra determinazione nel fare della nostra esistenza una perenne possibilità. Tutto ciò che desideriamo, potrebbe avverarsi in qualsiasi momento e talvolta dipende tutto da noi. C’è sempre una possibilità per tutto,anche per le piccole cose che apparentemente ci sembrano indignificanti. Facciamo quindi della nostra vita, un’eterna opportunità, affinchè possiamo gustare a pieno il suo dolce sapore.

Parlare con uno sconosciuto può essere una nuova scoperta

Nella società di oggi, riscontro ancora moltissima diffidenza. C’è una tendenza a non fidarsi di nessuno ed è proprio per questo che non nascono più i veri rapporti, quelli in cui si credeva fermamente e si sperava che durassero per tutta la vita. Le cose purtroppo sono radicalmente cambiate: ci si fida sempre delle stesse persone, quelle che chiamiamo amicizie storiche, senza aprirsi a nuove conoscenze. Credo che in questo non ci sia nulla di più sbagliato. Perchè crediamo che una persona appena conosciuta, non possa essere all’altezza di coloro che invece conosciamo da tempo? Questa è una domanda che mi pongo da molto tempo e sinceramente, non riesco proprio a trovare una risposta. Parlare con uno sconosciuto o con qualcuno incontrato poco tempo prima, può essere un ulteriore arricchimento per il cuore. Dietro un volto, incrociato per caso in strada o al bar, potrebbe nascondersi una persona meravigliosa e che potrebbe diventare fondamentale per la nostra vita. Dare una possibilità a tutti coloro in cui ci imbattiamo, non è mai un errore. In questo modo, dimostreremmo la nostra sensibilità e la nostra predisposizione alle nuove conoscenze, facendo sì che il mondo sia un luogo sicuramente più vivibile.

Lo spettacolo raccapricciante del calcio

Ci risiamo, dobbiamo nuovamente parlare di calcio o meglio di qualcosa di assolutamente raccapricciante, legato al mondo del calcio. Mi riferisco ovviamente agli episodi accaduti ieri durante la partita Serbia-Albania, valevole per le qualificazioni ai prossimi campionati europei. La partita è stata sospesa a pochi minuti dalla fine del primo tempo a causa di alcuni scontri tra tifosi serbi e la polizia. A quanto pare, gli scontri in questione, non avevano origine calcistica bensì origine politica. Non voglio approfondire troppo la questione, di sicuro sono nella sede sbagliata e personalemente, voglio lasciare che sia chi di dovere a farlo. Voglio soltanto dire che, mescolare il calcio con la politica è quanto di più deplorevole ci possa essere. Se non ricordo male, lo sport era un modo per non fare guerra, ma a quanto vedo, oggi si verifica il contrario. Perchè utilizzare una manifestazione sportiva per esprimere i propri dissensi? Lo sport è aggregazione, un’occasione per stare tutti insieme e tifare per i propri beniamini in maniera sana, senza contaminazioni politiche di alcun tipo. Questo spinoso problema si può e si deve risolvere, ma per farlo, serve l’aiuto di tutti. Lo sport deve tornare quello di una volta ossia un’occasione di svago e sano divertimento e non un’ulteriore occasione per seminare ostilità. Il mondo è già sufficientemente pieno di rancore e tutti siamo chiamati a fare in modo che non aumenti in maniera esponenziale.